Pagine

giovedì 11 aprile 2013

Prima fermata: Avignone

Avignone, “la più bianca di tutte le città”*. Aveva proprio ragione Joseph Roth! Il colore che immediatamente ci balza all’occhio e ci scuote dopo un lungo viaggio in treno è il bianco. Bianchi gli alberi, bianca la pietra, bianche le strade. Tutto sembra allontanarsi dal Paese grigio e oppressivo in cui Roth si era trasferito per lavorare come giornalista, la Germania. Ad Avignone, invece, lo scrittore scopre un nuovo modo di vivere e di respirare; si sente libero di vagabondare con le mani nelle tasche dei calzoni, come noi ora ci prendiamo la libertà di trascorrere un pomeriggio tra le strade di questa città.

Avignone - veduta sul Palazzo dei Papi


mercoledì 10 aprile 2013

Che il viaggio abbia inizio...

Biglietti? Presi. Zaino? In spalla. Ombrello? No, non ci servirà. Dopotutto stiamo partendo per la Provenza! E la guida? In tasca. Non si tratta però del solito vademecum turistico acquistabile in ogni angolo della città. La nostra è una guida turistica d’eccezione: “Le città bianche” di Joseph Roth. 
Scoperto un po’ per caso, tra varie scartoffie universitarie, questo libro ci ha affascinato a tal punto da decidere, da un giorno all’altro, di partire per il Sud della Francia, dove “il sole è giovane e forte, il cielo alto e turchino, gli alberi verde scuro, meditabondi, antichissimi […] le città [sono] bianche, dai tetti piatti […] quasi a voler dimostrare che neanche l’altezza qui può diventare pericolosa e che nessuno potrà mai precipitare nell’abisso oscuro”*.
Chissà se saremo trasportate dalla stessa euforia che ha guidato Roth, ormai quasi un secolo fa, alla scoperta della Provenza? Adesso muoviamoci! Il treno sta per partire.